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Castello di Sperlinga *


                                                                      Sperlinga

Un dislivello di 750 metri lo separa dal mare ed è tutto nel nome il suo destino: Sperlinga (antro, grotta, spelonca), un silenzioso paese adagiato ai margini di un costone roccioso, sovrastato da una rocca di rara suggestione.

La notorietà di questa località in provincia di Enna si ebbe intorno al 1600, quando ai principi Forti Natali, feudatari del luogo, fu concesso da Filippo IV di potere amministrare le terre d'intorno. L'antico borgo feudale ha una storia ricca e particolare, legata ai famosi "Vespri Siciliani" e, prima ancora, proprio al suo maestoso, unico Castello.
                                                              


I Greci ne avevano già conquistato le coste quando iniziarono ad avanzare verso l'interno e prima di loro i Sicani e poi i Siculi.

Prima del paese di Sperlinga e prima ancora del suo antichissimo forte pietroso, sorgeva una vera e propria citt?à sotterranea. Una fitta trama di cunicoli, che si aprivano improvvisamente in caverne ed antri, percorreva per tutta la lunghezza - lo sperone roccioso che sostiene il Castello. Approfittando dI idonee condizioni climatiche e di opportune difese logistiche, i nostri più lontani progenitori vissero sfruttando al meglio le riserve naturali dell'Isola.

Il panorama che si gode dal rude mastio merlato è d'incomparabile bellezza e la certezza di recuperare un raro gioiello d'ingegneria ed architettura militare ed abitativa ha giustificato l'esigenza di un profondo ed elaborato restauro per il completo recupero dI un'opera secolare. Notizie del Castello di Sperlinga si hanno già dal 1082: sfruttando le sotterranee strutture preesistenti esso si sviluppò, dominando la vallata e garantendo un sicuro riparo dagli attacchi nemici. Con Riccardo Rosso all'epoca del dominio normanno in Sicilia, si cominciò a conferire al forte grande importanza strategica; si fecero lavori di ampliamento e fortificazione di modo da rendere la rocca praticamente inaccessibile e quasi inespugnabile.

L'andamento del Castello superiore seguì la falsariga di ciò che vi sottostava: gli appartamenti destinati alle famiglie signorili, quelli per le truppe, e piùn fondo le scuderie e le prigioni protette da una cinta muraria turrita rivolta verso il piccolo agglomerato di Sperlinga, mentre le spalle della fortezza parevano sprofondare dentro la roccia. Una gradinata ripida e scoscesa - incisa sulla roccia - lambiva la montagna fino a giungere sulla spianata panoramica, ma non senza difficoltà e soprattutto mortali tranelli per i nemici pi? impavidi: finti gradini facevano precipitare in bui antri sottostanti.

Qualcosa la storia ci narra richiamando alla memoria quella guerra nota come "i Vespri" che sconvolse e travolse l'Isola con una serie infinita di tumulti. Si sa che il pretesto per accendere gli animi fu il corteggiamento di un soldato francese rivolto ad una giovane palermitana: era il LunedI di Pasqua del 1282. Subito uno stuolo di agguerritissimi isolani, armati d'ogni cosa e decisi a tutto fecero strage non solo di soldati ma persino di quelle donne che avevano sposato i nemici d'Oltralpe.

Gli assaliti a mala pena riuscirono a rifugiarsi nelle varie fortezze e tra quelle Sperlinga, che resistette agli assalti per poco più di un anno. La resa, ad un certo punto, fu l'unica via d'uscita, l'unico modo per rimanere vivi: pur se stremati e malconci gli Angioini riuscirono a trattare con onore e vantaggio la loro ritirata. Questo fatto fu mal digerito dai siciliani che giudicarono traditori i concittadini che avevano patteggiato con il nemico invasore.

La frase, all'ingresso della fortezza, ricorda questo episodio: "quod Siciliae placuit sola Sperlinga negavi" (ciò che la Sicilia accettò, Sperlinga negò).

*Tratto da " Viaggiando tra..Rocche e Castelli díItalia ", edito da Automobile Club díItalia.


 

23/09/2019
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