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La Regina delle Mele




   
                             LA MELA ANNURCA CAMPANA I.G.P.

 
La Storia 

 

Definita la “regina delle mele”, soprattutto per la spiccata qualità organolettica dei suoi frutti, è conosciuta fin dall’antichità tanto da essere
 raffigurata nei dipinti rinvenuti negli scavi di Ercolano ed in particolare in quello della Casa dei Cervi. Il luogo italiano di più antica coltivazione
 sarebbe l'agro puteolano, come si desume dal “Naturalis Historia” di Plinio il Vecchio, morto nella eruzione del Vesuvio del 79 d.C., nel quale
egli parla di Mala Orcula, poiché tale mela si produceva nella zona di Pozzuoli, laddove i Romani avevano posto l'ingresso degli inferi. Orco
 era infatti un antichissimo dio romano che personificava la morte. In seguito, tale nome fu comunemente usato per indicare il mondo dell’oltretomba
 e del dio Plutone. Anche Gian Battista della Porta nel XVI secolo, nel “Suae Villae Pomarium”, nel descrivere le mele che si producono a Pozzuoli,
riferisce come queste siano volgarmente dette orcole. Da qui i nomi anorcola e annorcola utilizzati successivamente. La parola annurca potrebbe
 derivare dalla volgarizzazione “nannurca” del latino “indulco” (addolcire) che fa riferimento alla particolare pratica di arrossamento e maturazione.
In ogni caso, il nome “Annurca” compare ufficialmente nel “Manuale di Arboricoltura” di G.A. Pasquale nel 1876.

 


Seguendo tecniche agronomiche tradizionali, variate solo in poche operazioni, la mela Annurca ha avuto alterne fortune nel corso degli anni,
pur rappresentando a tutt’oggi un’importante realtà produttiva della regione Campania.
Nell’immediato dopoguerra, l’Annurca rappresentava circa il 90% della produzione melicola campana ed era apprezzata anche sui mercati esteri.
Seguì un momento di crisi legato all’imporsi di nuove varietà di provenienza prevalentemente americana: la gialla Golden Delicious e la rossa
Starling. In seguito a ciò la produzione di Annurca si ridusse al 20% del totale. La ripresa della produzione si è verificata a partire dai primi anni ’60,
 all’inizio solo in alcuni areali, poi più generalizzata, grazie anche all’introduzione di qualche innovazione colturale (inserimento di differenti tipi
 di portainnesto) e soprattutto alla selezione della varietà “Annurca Rossa del Sud”, operata nel 1979 da F. Limongelli. Tale mutazione si è diffusa
a partire dal 1984 ed essendo naturalmente di un colore più rosso rispetto alla cultivar di Annurca “classica“, ha permesso di diminuire il periodo di arrossamento.
Tra i maggiori pregi della mela Annurca è da considerare sicuramente la resistenza alla manipolazione e la lunghissima capacità di conservazione
con la possibilità di rimanere sul mercato dalla raccolta autunnale fino all’estate dell’anno successivo.

 

PRODUZIONE


La melannurca campana Igp viene coltivata tradizionalmente nell’area flegrea e vesuviana, ma nel secolo scorso si è diffusa nel resto della Campania, nelle provincie di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno. Due gli ecotipi previsti dal disciplinare di produzione, con due distinte indicazioni varietali in etichetta: l' "Annurca" classica e la diretta discendente "Annurca Rossa del Sud", suo mutante naturale, diffuso nell'area di produzione da oltre un ventennio, che ha il pregio di produrre frutti a buccia rossa già sulla pianta. Con 60.000 tonnellate medie annue, la melannurca rappresenta circa l’80% della produzione campana di mele e il 5% di quella nazionale.
 

 


CARATTERISTICHE                                 Il picciolo è corto e debole, mentre  la buccia è liscia e diventa rugginosa nella cavità peduncolare. La sua polpa è croccante, compatta, bianca, acidula e succosa. Il suo aroma, invece, è finissimo.L'Indicazione geografica protetta "Melannurca Campana" si riferisce ad una delle varietà italiane di melo più conosciute e più apprezzate in assoluto dai consumatori: l'Annurca  ha una dimensione medio-piccola e la sua forma è tondeggiante e leggermente asimmetrica. Definita la "regina delle mele", infatti, l'Annurca è da sempre conosciuta soprattutto per la spiccata qualità dei suoi frutti, dalla polpa croccante, compatta, bianca, gradevolmente acidula e succosa, con aroma caratteristico e profumo finissimo,   una vera delizia per gli intenditori.
La buccia, liscia, cerosa, mediamente  rugginosa nella cavità peduncolare, è di colore giallo-verde, con striature di rosso su circa il 60-70% della superficie a completa maturazione, percentuale  di sovraccolore che raggiunge l'80-90% dopo il periodo di arrossamento a terra.

PROPRIETÀ

 

La “Melannurca Campana” I.G.P. rivendica da sempre virtù salutari: altamente nutritiva per l’alto contenuto in vitamine (B1, B2, PP e C) e minerali
(potassio, ferro, fosforo, manganese), ricca di fibre, regola le funzioni intestinali, è diuretica, particolarmente adatta ai bambini ed agli anziani, è indicata spesso nelle diete ai malati e in particolare ai diabetici. Anche per l’eccezionale rapporto acidi/zuccheri, le sue qualità organolettiche non trovano riscontro in altre varietà di mele.
Una recente ricerca del Dipartimento di scienza degli alimenti dell'Universià di Napoli Federico II ha dimostrato che la mela Annurca dimezza i danni
ossidativi alle cellule epiteliali gastriche. La sua azione gastroprotettiva dipende dalla ricchezza in composti fenolici, che sono in grado di prevenire così
i danni ossidativi dell'apparato gastrico e aiutando a combattere le malattie gastriche legate all'azione di radicali liberi.

Metodi di Coltivazione

 

Uno degli elementi di tipicità che certamente caratterizzano la "Melannurca Campana" IGP è l'arrossamento a terra delle mele nei cosiddetti "melai".
Essi sono costituiti da piccoli appezzamenti di terreno, sistemati adeguatamente in modo da evitare ristagni idrici, di larghezza non superiore a
metri 1,50 su cui sono stesi strati di materiale soffice vario: un tempo si utilizzava la canapa, oggi sostituita da aghi di pino, trucioli di legna o altro
materiale vegetale. Per la protezione dall'eccessivo irraggiamento solare i melai sono protetti da apprestamenti di varia natura. Durante la permanenza nei melai i frutti sono disposti su file esponendo alla luce la parte meno arrossata, vengono poi periodicamente rigirati ed accuratamente scelti, scartando quelli intaccati o marciti. E' proprio questa pratica, volta a completare la maturazione dei frutti adottando metodi tradizionali e procedure effettuate tutte a mano, ad esaltare le caratteristiche qualitative della "Melannurca Campana" IGP, conferendogli quei valori di tipicità che nessun altra mela può vantare.

Bibliografia: da Carabinieri.it/Prodotti tipici>Frutta e verdura>Melannurca campana Igp
e Consorzio di Tutela della  Mela Annurca  Campana IGP,http://www.melannurca.it





23/12/2018
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