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In Giro Per il Lazio




Allumiere(RM)


Situato sul versante del Monte le Grazie con una bellissima vista sul grande bosco la “Faggeta”,è una cittadina a 74 Km da Roma.
La storia di questo paese si lega strettamente alle miniere di Alunite (minerale usato in molti processi di lavorazione, tessuti, pelli e medicinali) trovate nei dintorni da Giovanni da Castro nel XV secolo. Le miniere servirono a finanziare sotto Pio V la guerra contro i Turchi, da questa vicenda deriva anche l’appellativo di ”Allumiere delle Sante Crociate”.
Durante tutto il XIX secolo le miniere passarono dallo Stato Pontificio, alla concessione da parte di quest’ultimo a società private, quindi alla Montecatini(poi Montedison). La Montedison cessò ogni attività’ pochi anni dopo. Finiva così quell’ avventura mineraria cominciata nel XV secolo che era arrivata a diventare per parecchi decenni la più importante in Europa.


Luoghi di interesse

Palazzo Camerale, Del XV secolo, voluto da papa Gregorio XIII.

Tale edificio era destinato ad ospitare papi e cardinali: attualmente, ospita il Museo civico. Accanto a tale palazzo si trova la Chiesa Camerale, costruita nel 1608 e ampliata nel 1857.
• ”Il Fabbricone” Interessante esempio di casa operaia del ’500.
• Santuario della Madonna Delle Grazie posto sulla cima del monte Roncone (o Monte delle Grazie dalla Sacra statua) a m.600, in buona posizione presso il Parco della Rimembranza, che si eleva subito a Nord dell’ abitato. La prima origine del Santuario, intorno al 1650, é legata al nome del P. Zenobi Simoni da Pescia, eremita del Monte Senario.
• Eremo della SS. Trinità Il più antico dei Santuari della regione della Tolfa, si trova a circa 2 Km. dal centro abitato. Esso consiste in una chiesa con annesso convento di cinque o sei stanze sovrapposte a due piccoli portici, l’uno di cinque archi, l’altro di quattro, uniti ad angolo retto. La chiesa è lunga circa 12 m. e larga in proporzione, aveva tre altari, dei quali ne rimane soltanto uno, con una tela che raffigura la SS. Trinità e un angelo con in mano una bilancia. La chiesa, al suo interno, è priva di cose di particolare interesse, ma all’esterno è murata una lapide molto antica.Situato in un luogo pittoresco dove secondo la tradizione S. Agostino avrebbe dettato la sua regola.
• Chiesa della Madonna di Cibona – Santuario costruito nel 1647 per potervi trasferire una immagine della Madonna considerata miracolosa.

•Le Miniere di Allume Itinerario delle cave di allume (sec. XV - XIX) si sviluppa attraverso località di interesse archeologico e naturalistico tra boschi di castagni e faggi. Con questo itinerario si può raggiungere l’antico insediamento di minatori de La Bianca ed il villaggio dell’età del bronzo dell’Elceto
sorto vicino al bacino minerario metallifero.
• Villa Romana della Fontanaccia Un vasto complesso edilizio con terrazze degradanti sul versante del Monte Tolfaccia, costituito da da una parte rustica e una residenziale. Un itinerario interessante potrebbe continuare con la visita delle presenze medievali di questa zona, testimoniate dai resti sulle pendici del Monte Tolfoccia, di uno dei più importanti abitati della zona ”Tolfa Nuova” distrutta nella seconda metà del XV secolo. Sono anche visibili la ricostruzione sperimentale di un villaggio etrusco e alcune miniere di galena e di minerali ferrosi, in un paesaggio di boschi e pascoli aperto alla vista del mar Tirreno.
• Bosco della Faggeta

 

Manifestazioni


• Palio delle contrade (Prima domenica dopo ferragosto*) Anche detta Il Palio dei Somarelli (che per tradizione devono essere maschi), la manifestazione, nata nel XVI secolo per volontà del banchiere senese Agostino Chigi, e poi caduta in disuso, è stata ripresa poco più di venti anni fa. Ognuno dei sei rioni è presente con quattro somari, che entrano in gara sulla pista in terra battuta nella piazza centrale dopo l’esibizione degli sbandieratori. Il tutto si conclude con la grande festa nella contrada vincitrice. Il palio viene corso con gli asini, al posto dei cavalli, per ricordare l’utilizzo di questi animali nel
trasporto dei carri di allume.
• Festa della Madonna delle Grazie (8 settembre*) Corsa di cavalli, asini e biciclette, concerti bandistici.
• Festa delle ”castagne” (Terza domenica di ottobre*) Degustazione di castagne e dei prodotti naturali
tipici locali.

BELLEGRA (Alt. m 815 s.l.m.)

L’attuale nome Bellegra deriva dalle eccezionali caratteristiche ambientali del paese. Circondato da vasti boschi di castagno, vi si ammira un imponente panorama che spazia dalla valle del Sacco al Mar Tirreno, dalla valle dell’Aniene all’Appennino abruzzese sulla zona più alta del Monte Celeste che si erge nel Lazio centrale.
Bellegra la troviamo definita nelle testimonianze scritte con il nome di Civitella dal secolo X al secolo XIX.
La cittadina ha origini pre-romane, deriva infatti dall’antica Vitellia, situata a difesa della Via Latina insieme a Signa. Ne sono testimonianza i resti di poderose Mura Poligonali.
Nel Medioevo la troviamo menzionata nel ”Regestum Sublacense” come Mons Civitella, poi Civitella San Sisto dal nome del Santo protettore.
La storia di Bellegra si lega anche alla nascita del Sacro Ritiro francescano. L’ origine del convento è legata alla visita di San Francesco al Monastero Benedettino di Subiaco, che alcuni storici datano tra il 1218 e il 1224. Le cronache del tempo raccontano che il Santo al suo passaggio avrebbe convertito tre ladroni. Il
Convento è tuttora attivo.

 

Luoghi di interesse


• Grotta dell’Arco Lunga circa un chilometro. Unica cavità a sviluppo orizzontale ed a imboccatura singola
in Italia.
• Resti preistorici e neolitici.
• ”La Cisternola” Resti di opus caementicium: cisterna di epoca romana.
• Resti di un tempio dedicato alla dea Bona, con imponenti muraglioni squadrati detti ”mura ciclopiche”.
• Il Ritiro di S.Francesco (XIII secolo) Il Ritiro è caratterizzato dalla semplicità dell’architettura che si rifà
nei caratteri generali alla struttura tradizionale dei primi Monasteri Benedettini e Francescani, con lunghi
porticati e piccole stanze. Si visita il Chiostro con il pozzo; la biblioteca, ricca di libri e manoscritti,
alcuni secolari; la stanza dell’Antico Forno; le celle dei Frati, piccole nicchie fornite a malapena di un
”tavolaccio” per il riposo notturno; la stanza del Camino, dove i frati si scaldavano nelle lunghe giornate
invernali.
Tra gli edifici dell’eremo si può ammirare la Chiesa con copertura del soffitto in pianelle artigianali in
cotto. All’interno maestoso crocifisso ligneo, opera del valente scultore Fra Vincenzo Pietrosanti, vissuto
a cavallo tra il ’700 e l’800. Le cappelle sono state aggiunte ed incorporate alla chiesa in epoche
diverse.
• Chiesa di S. Nicola Stile barocco con affreschi del XVII secolo.
• Fonte Nocchietta Fonte situata tra boschi di castagni.
• Bosco ”Serpentara” Bosco ricco di querce che per la sua imponenza ha richiamato molti artisti, come
il Dorè, che ne trasse ispirazione per raffigurare l’Inferno dantesco.

 

Manifestazioni


• Sagra della bruschetta (Febbraio)
• Festa della Primavera (fine maggio – primi giugno) Festa in onore dell’arrivo della bella stagione.
Vengono organizzate per l’occasione diverse manifestazioni di carattere ecologiche e culturale.
• Sagra del ”Fallacciano” (Luglio) dedicata al prodotto tipico locale, il fico.
• Festa del Perdono (2 Agosto) Si svolge nel convento di S. Francesco. Oltre alle cerimonie religiose, si
possono gustare specialità gastronomiche locali.
• Festa patronale di San Sisto II (6 agosto) Festa del secondo Papa martire, con Processione, fiera di
merci e bestiame e manifestazioni canore e sportive.
• Festa della Madonna della Pace (Seconda domenica di Settembre) Cerimonia religiosa con processione,
animazione e intrattenimenti vari.
• Sagra della castagna (Ultimo fine settimana di ottobre) Festa gastronomica con stand dedicati alle caldarroste,
bruschette vino e olio di qualità.


CAPRANICA PRENESTINA (Alt. m. 915 s.l.m.)


Capranica Prenestina è un piccolo borgo medioevale arroccato sui monti Prenestini a circa 50 Km da Roma.
Gli edifici del paese arroccati intorno alla Chiesa della Maddalena, sono caratterizzati dall’uso ricorrente
della pietra calcarea bianca proveniente dalle cave limitrofe.
L’area su cui sorge l’insediamento fu senz’altro abitata anche prima dell’era volgare, tuttavia solo nella metà
del X secolo si può parlare di Capranica Prenestina come di una vera e propria cittadina, ovvero quando
Giovanni XIII concede in enfiteusi alla senatrice Stefania, sua sorella, la regione dell’antica Preneste. Le
prime costruzioni erano prevalentemente di natura difensiva, localizzate in una zona che ancora oggi conserva
il nome di Capranica Vecchia. In seguito ad un incendio sviluppatosi nel luogo, gli abitanti costruirono
un nuovo insediamento che in un primo tempo ebbe il nome di Castel Nuovo, e quindi Capranica.
Durante la signoria dei Colonna, Capranica venne distrutta da Bonifacio VIII nel 1298. I Capranica tennero
la signoria del castello omonimo per circa un secolo, dopodiché nel 1654 lo rivendettero ai Barberini che,
negli ultimi anni del secolo scorso, concessero tutti i beni feudali in enfiteusi perpetua al Comune che, non
molto dopo, pagando il capitale enfiteutico, ne rimase libero ed assoluto padrone.

Luoghi di interesse


• Chiesa della Madonna delle Fratte Si presenta con una struttura a capanna, con un portale che si apre
al di sopra di una rustica gradinata in pietra.
• Chiesa di Santa Maria Maddalena - (Sec. XIV) eretta dal Cardinale Giuliano Capranica, sormontata da
una bellissima cupola, attribuita alla scuola del Bramante.
• Palazzo Barberini - Edificato da Giuliano II su vestigia medievali tra i sec. XIV e XVI. L’edificio, sede del
Comune, ospita negli ultimi due livelli il Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini.
• Santuario della Mentorella – Situato in località Guadagnolo è il più antico santuario d’Italia, le cui origini
risalgono ai primi secoli del Cristianesimo. L’attuale Chiesa (XII-XII sec.) interamente affrescata, conserva
preziose sculture lignee.
Vicina al Santuario, è la grotta che, secondo la tradizione, ospitò S.Benedetto da Norcia.

Manifestazioni


• Sagra della ricotta - (Giugno) In località Guadagnalo. Degustazione di ricotta fresca accompagnata da
una grande varietà di altri latticini e formaggi.
• Festa patronale di S. Rocco (16 Agosto) La sera della vigilia si trasporta la statua del santo dalla chiesa
parrocchiale alla cappella a lui dedicata. Il pomeriggio del giorno dopo si svolge la tradizionale processione.
Fanno da contorno alla Festa diverse manifestazioni culturali.
• Agosto in Festa: 1) L’Assunta; 14 e 15 Agosto. Il primo giorno la fiaccolata al Santuario della Mentorella e
il successivo la corsa delle conche, dove le donne possono dimostrare tutta la loro abilità nel correre con
una conca di acqua sulla testa, mentre due ali di folla le incitano - Località Guadagnolo.
2) San Rocco; 16 Agosto. Processione in onore del santo con spettacoli musicali e fuochi d’artificio.
3) L’inchinata; 3^ domenica - Località Guadagnalo
• Sagra dei ”ciammaruchigli” - Località Guadagnolo (1^ Domenica di Agosto) Si tratta delle lumachine
che vengono cotte e servite servite in piazza in ciotole di rame con sugo particolarmente piccante.
• Madonna delle Fratte (1 ^ domenica Settembre) Processione in onore della Madonne e grande festa
popolare con giochi in piazza
• Sagra della ”mosciarella” - (8 Dicembre) Sagra della tipica castagna secca distribuita nella piazza in ciotole
di terracotta. Da decenni si festeggiano le virtù delle castagne che, lasciate opportunamente seccare,
forniscono farina per dolci oppure ottime zuppe od infusi. Nel corso della sagra vengono anche
mostrati i modi tradizionali per essiccarle.


CASTEL MADAMA (Alt. m. 428 s.l.m.)


Il paese, probabilmente l’antica Empolum, è posto tra il fiume Aniene e il suo affluente in una buona posizione
panoramica a circa 40 Km da Roma.
Notizie certe su questo luogo si cominciano ad avere solo verso la metà del Mille, quando si chiamava
Castrum S. Angeli. Il territorio fu concesso da Papa Celestino II agli Orsini. La lunga dominazione di quest’ultimi
si conclude solo nel 1504. Passò nei secoli sotto il dominio di nobili famiglie, dai Medici, ai Farnese,
ai Pallavicini.
Aiutati da Papa Gregorio XVI i Castellani si ribellarono ostinatamente agli ultimi signori, i Tiberi, fino ad ottenere
l’indipendenza.
Il nome del paese proviene da Margherita d’Austria che qui soggiornò a lungo nella prima metà del ’500 e
che ebbe un ruolo fondamentale nella pace di Cambrai firmata insieme a Luisa di Savoia nel 1529. In segno
di riconoscenza il nipote Carlo dono’ a Margherita il Castello di Castrum Sancti Angeli, chiamato poi, per
volere dei contadini del luogo come segno di affetto, Castal Madama.

Luoghi di interesse


• Castello Orsini (sec. XIV) Nel pregevole cortile quadrato, con portico e loggia, sono collocate iscrizioni
romane. All’interno ambienti signorilmente curati in ogni particolare, splendidi i dipiniti.
• Chiesa Patronale di S. Michele Arcangelo Facciata neoclassica sormontata al centro dal campanile.
All’interno affreschi che adornano la cupola e l’altare della Madonna del Rosario.
• Chiesa di S. Quirico Risale al 1000 ed è la più antica del paese.
• Chiesa di S. Anna Sec. XVI. Pianta rettangolare ad una sola navata.
• Grotta dell’Istrice Di origine carsica ha formazioni stalattitiche e stalagmitiche.

 

Manifestazioni


• Festa di S. Michele (9 Maggio) Festeggiamenti del Santo Patrono Fiera mercato.
Processione solenne al mattino e, nel pomeriggio, giochi popolari. A sera uno spettacolo pirotecnico. Il
29 Settembre, giorno della sua ricorrenza, il Santo viene onorato con una cerimonia solenne e una grande
processione.
• Il Palio di ”Madama Margherita” (2°domenica Luglio) Il Palio, in costume cinquecentesco, ricorda
Madama Margherita d’Austria,. Al corteo storico fa seguito la contesa a cavallo tra i rappresentanti dei
vari rioni, la giostra del Saracino e la giostra delle bandiere a corsa. Mostra d’arte, mostra della civiltà
contadina, folklore locale e internazionale, mostra del prodotto locale: la pera spadona.
• Sagra della pera ”spadona” (3° domenica di Luglio) Distribuzione di pere, ottima produzione locale.
Sfilata di carri allegorici e ragazze in costumi locali offrono sacchetti di pere.
• Festa di S. Antonio abate e di S. Sebastiano (17 Gennaio) Corteo composto da membri delle
Confraternite e da fedeli che portano le statue dei santi.
• Venerdi Santo Grande processione storica con i membri delle Confraternite vestiti con i loro mantelli
tradizionali.


CASTELGANDOLFO (Alt. m. 426 s.l.m.)



Castelgandolfo, noto ai più come residenza estiva del Papa, deve il suo nome ai Gandolfi, che si impossessarono
del luogo per circa due secoli fino al 1200 e che qui costruirono il loro castello nel XII secolo.
Nel XIII i Savelli si sostituiscono ai Gandolfi e per quattro secoli Castelgandolfo passa di mano in mano fra i
nobili del tempo. Per tre volte i Savelli acquisteranno e cederanno questo fondo.
La cessione definitiva avverrà nel 1597 ad opera di Clemente VIII alla Camera Apostolica e nel 1604 Pio V
lo incorporerà definitivamente nel dominio papale.
Paolo V nel 1611 dota il paese di acqua potabile, ma l’intervento fondamentale fu quello di Urbano VIII
Barberini , che fece costruire il palazzo papale, abbattendo ed in parte ricostruendo l’antico castello.
Alla fine del ’700 , Castel Gandolfo diviene luogo d’incontro di nobili ed artisti che si riuniscono nel periodo
estivo nelle ville della zona. Tra i personaggi più noti che vi soggiornarono dobbiamo ricordare: Goethe,
Gogol, Byron, Stendhal, Gioacchino Belli, Massimo D’Azeglio e in tempi più recenti Petrolini, Luchino
Visconti, ed Alcide De Gasperi.

Luoghi di interesse


• Palazzo Pontificio Il Palazzo fu realizzato dal pontefice Urbano VII su progetto di Carlo Maderno. Opera
secentesca che subito ampliamenti e rifacimenti. All’interno dal 1936 la Specola Vaticana, importante
osservatorio astronomico.
• Chiesa di S.Tommaso da Villanova (Sec.XVII) Opera del Bernini, presenta una pianta a croce greca con
una cupola che poggia su pilastri dorici. Sull’altare maggiore è incastonato il quadro della crocifissione
realizzato da Pietro da Cortona.
• Emissario del Lago Albano Grandiosa opera d’ingegneria realizzata nel 398 a.C. dai romani durante
l’assedio di Veio. La condotta, scavata nel peperino, è lunga 1350 metri e larga da 1,00 a 1,80 metri e
mette in collegamento il lago con la località ”le Mole”.
• Ninfeo Bergantino il luogo viene anche nominato Bagni di Diana per un mosaico ritrovato nella zona
raffigurante appunto la dea cacciatrice, mentre il nome Ninfeo del Bergantino viene dall’uso che ne fecero
l’imperatore Domiziano prima, e Papa Alessandro VII poi, per riparare al suo interno il grosso brigantino
usato per le naumachie, ovvero le finte battaglie navali che si davano sullo specchio del lago per
divagare le annoiate corti imperiali e pontificie sfuggite dalle calure estive di Roma.
• Fontana del Bernini Situata nella piazza antistante il Palazzo Pontificio dal 1661. Il disegno è ispirato
alla pianta della Basilica di San Pietro. I quattro zampilli sono alimentati dalle fresche acque provenienti
dall’antico acquedotto di ”Malafitto”.
• Ninfeo Dorico Scavato nella roccia con volta e pareti rivestiti di pietra pomice e pilastri e testate dei
muri di piperino. La decorazione architettonica del cornicione è di fattura dorica, mentre le mensole e i
capitelli dei pilastri sono in stile ionico.
Parchi ed escursioni
• Lago di Castel Gandolfo - Lago vulcanico con un perimetro di circa 10 km, spesso ospita importanti
manifestazioni veliche.
Manifestazioni
• Sagra delle pesche – (Terza domenica di Luglio). Sagra delle pesche, con processione caratteristica,
durante la quale espositori e pesche ricevono la benedizione. Nel pomeriggio sfilano carri e si lanciano
le pesche, si esibiscono sbandieratori e majorettes.
• Sagra della pera spadona (2^ Domenica di Luglio) Spettacoli folkloristici e musicali.
• Festa di San Sebastiano - (1^ Domenica di Settembre) Festa patronale di San Sebastiano. Messa cantata
solenne con musiche scelte di Lorenzo Perosi. La festa popolare si conclude con i fuochi pirotecnici
sul lago.


CAVE (Alt. m. 380 s.l.m.)


Cave è situato all’estremità meridionale dei Monti Prenestini sulla profonda valle Collerano.
Nella storiografia viene ricordato per la prima volta nel 998, ma recentemente sono stati rinvenuti reperti
acheologici romani risalenti al 267 a.C.
Dal 1092 feudo dei Colonna, fu conquistata nel 1482 dalle truppe pontificie, durante la guerra tra Sisto IV e
il Duca di Calabria. Nel X secolo fu costruito il Monastero di San Lorenzo Martire e fondato il Castrum Cavarum.
Nel 1286 e nel 1307 furono concessi alla Comunità Cavense gli Satuti degli Annibaldi.
Da ricordare, nel XVI secolo, lo Statuto dei Colonna, confermato da Marcantonio nel 1554. Il 13 e 14 settembre
1557, nel Palazzo Leoncelli fu stipulata la Pace di Cave tra Papa Paolo IV e il re di Spagna Filippo II. In
base a tale trattato il Papa usciva dall’alleanza con la Francia e la Spagna, le cui truppe erano giunte alle
porte di Roma e quest’ultima rinunciava ai territori che aveva sotratto al pontefice

Luoghi di interesse


• Borgo Antico Case del ’400 e bei portali.
• Chiesa Parrocchiale S.Carlo Borromeo (Sec XVII) La chiesa fu costruita a croce latina, con l’abside concava,
la cupola senza tamburo e a volta. Ci vollero centro anni per terminare definitivamente la costruzione.
La pavimentazione fu messa in opera nel 1761. Il solenne portale della facciata in travertino è
opera del mastro Giacomo Alberti, e fu messo in opera nel 1678, mentre il pulpito che oggi non esiste
più e il coro di ordine corinzio sono opere di Giacomo Maschio di Venezia. Le pitture sono opera di
Angelo Alerii di Roma che nel 1688 iniziò a dipingere la tribuna o abside con un acconto di dodici barili
di vino. La cupola venne dipinta nel 1699. Gli stucchi che adornano la chiesa sono di Francesco Nuvoloni
scultore di Roma. La prima parte della facciata è in travertino, l’ordine superiore è invece in laterizi con
un finestrone al centro con arco a tutto sesto e coppie di lesene ai lati, quindi il timpano incorona tutta
la facciata.
• Chiesa di Santo Stefano - Chiesa del ’700 con facciata ricurva. Nei sotterranei notevoli i resti di una
chiesa medievale.
• Santuario di S.Lorenzo Martire - Sec. X, nella cripta affreschi di arte bizantina risalenti al X-XIII secolo.
Forse eretto su una catacomba cristiana.
• Chiesetta di S.Maria del Rapello detta di Sant’Anatolia - Antichissima chiesa di origine medievale con
pitture dei sec. XV e XVI.
• Chiesa di S.Maria ”In Plateis” detta Chiesa della Cona - Sulle pareti laterali dell’abside affreschi del
sec. XV fino al XVIII.
• Porta bronzea di Cave - Autentico monumento in bronzo.
• Museo della Civiltà Contadina - Adiacente alla Chiesa di S.Carlo Borromeo, in esso sono esposti oggetti
e riprodotti ambienti che hanno caratterizzato la civiltà contadina del luogo.
• Fonte di Santo Stefano - Acqua oligominerale acalcica, antiurica, antilitiaca, diuretica, poco radioattiva,
tra le più leggere d’Italia.

Manifestazioni


• Palio della Pace di Cave - (13 e 14 settembre) rievocazione storica del trattato di pace di Cave del 1557,
stipulato nel Palazzo Leoncelli, che pose fine alla ”guerra di campagna” combattuta tra Pontifici e
Francesi da una parte, Spagnoli e i Colonna dall’altra. la manifestazione in costumi rinascimentali presenta
come evento centrale la disputa di un palio tra i civili delle sette antiche contrade. Il palio che si
ripropone ogni anno, nella ricorrenza della pace, È una continuazione della gara tra arcieri e balestrieri
che si teneva a cave nel 1557.
• Sagra della castagna – (Mese di Ottobre). Nelle serate della Sagra , intorno ai braceri accesi si degustano
caldarroste. Esposizione di opere di artisti locali. Per l ’ occasione viene aperto al pubblico
il Museo della Civiltà Contadina.
• Venerdì Santo - Rievocazione storica della Passione di Cristo.


NEMI(Alt. m. 531 s.l.m.)



Il più piccolo e incontaminato dei Castelli Romani, a picco sul lago e dominato dal turrito Palazzo Ruspoli. Il
nome della cittadina deriva da ”Nemus”, il bosco sacro a Diana.
Il lago incassato nel cratere di un vulcano spento ha per millenni custodito il mistero di due navi. Ma la vera
ricchezza di Nemi è nel patrimonio storico e archeologico che ne fa un posto davvero unico al mondo.
Il paese cominciò ad esistere solo quando fu edificato il castello, nel secolo IX dai potenti conti di Tuscolo.
Verso la metà dell’XI secolo, decaduti i conti di Tuscolo, il Papa concesse il feudo di Nemi ai Monaci
Cistercensi. Il feudo dei monaci durò fino al XIII secolo, quando divenne dei Colonna; poi Nemi passò, per
donazioni, acquisti, matrimoni ed eredità, da una all’altra famiglia del patriziato romano: Annibaldi, Cesarini,
Piccolomini, Cenci, Frangipane, Braschi, Rospigliosi, Orsini, Ruspoli.
Il territorio di Nemi è interamente nell’area del Parco Regionale Suburbano dei Castelli Romani. Il territorio
incontaminato, il castello Ruspoli (il cui corpo originario risale al X secolo ed è quindi il più antico Castello
della zona), e i siti archeologici ne fanno uno dei paesi turistici più interessanti nelle immediate vicinanze di
Roma.
Nemi è stata negli anni meta di molti artisti. Tra gli scrittori Hans Christian Andersen, Goethe, Stendhal, lord
Byron e D’Annunzio; fra i musicisti Gounod (autore dell’Ave Maria); infine molti pittori paesaggisti dal
Settecento in poi dipinsero il lago, i boschi, i vicoli del paese.

 

Luoghi di interesse


• Chiesa del Crocifisso – Del 1663 con crocifisso ligneo di Gesù del 1669, è opera di fra Vincenzo da
Bassiano, reduce dalla Palestina da cui riportò il legno in cui intagliò il Crocifisso. C’è anche una leggenda:
pare che il frate disperasse di riuscire a fare il volto del Salvatore. Andò a dormire, e la mattina
dopo trovò il volto già scolpito, e mirabilmente.
• Chiesa di S. Maria del Pozzo è della fine del 18° secolo. È stata costruita su disegno di Camporese per
volontà di Mario Frangipane, signore di Nemi, in sostituzione della cappella di Palazzo che fu demolita
per far posto ad un ampliamento del castello. Dato che la cappella si chiamava della Madonna del puteo,
perché era vicina ad un pozzo, la denominazione fu lasciata identica anche per la nuova chiesa. Fra i
tanti signori che possedettero il palazzo ci fu anche Roderigo, figlio di Lucrezia Borgia.
• Museo delle navi romane distrutto dalle truppe tedesche nel maggio del 1944, contiene attualmente
qualche elemento strutturale e poche decorazioni in metallo di due grandi navi cerimoniali che l’imperatore
Caligola (37 d.C. – 41 d.C.) aveva ancorato sulle sponde del lago di Nemi sui colli Albani.
Affondate dopo l’assassinio dell’imperatore, per secoli si è favoleggiato della loro esistenza, Dopo
secoli di tentativi le navi furono recuperate con la grandiosa impresa del prosciugamento del lago ad
opera di Guido Ucelli, tra il 1928 e il 1932.
• Ruderi del Tempio di Diana Nemorensis Il Tempio è della Dea ’dei boschi’ si trova sulla sponda settentrionale
del lago, era uno dei più vasti santuari dell’antichità. Sicuramente frequentato ben prima della
dominazione romana, aveva in origine la doppia valenza di tempio religioso e luogo di raduno politico
per i popoli latini. Poi in epoca romana passò a ruolo esclusivamente religioso. Sono stati riportati alla
luce una parete di grandi nicchioni e una parte del pronao con almeno un altare votivo più alcuni ordini
di colonne. La maggior parte del tempio, che si allargava su una superficie di oltre 5.000 Mq., è tuttora
da riportare alla luce. I ’pezzi’ asportabili più importanti si trovano nel Museo delle Navi.
• Emissario - Cunicolo scavato nella roccia per congiungere il lago alla Valle Ariccia, costruito dai popoli
preromani.
• Villa di Cesare Recentemente una serie di campagne di scavi hanno riportato alla luce una Villa cosiddetta
’di CesarÈ (Svetonio testimonia di una casa di Giulio Cesare al lago di Nemi) sulle pendici meridionali
del cratere.
• Chiesa di s. Giovanni Battista e casa dei Padri Verbiti Costruita nell’anno 1961: particolarissima per
le soluzioni architettoniche adottate, è a forma di nave ed è riportata in tutti i testi di tecnica delle
costruzioni.
• Speco di S. Michele - Romitorio di S. Michele Altomedievale, scavato nella roccia e affrescato; ma gli
affreschi sono ormai cancellati dal salnitro e la volta è pericolante, quindi è protetto da una cancellata
esterna. È una caverna naturale situata nel costone al di sotto del castello; probabilmente all’epoca delle
persecuzioni i fedeli vi si rifugiavano per celebrare i riti al sicuro. Fra il 1600 e il 1800 divenne Romitorio,
cioè sede di eremiti.
• Chiesa di S. Maria fu edificata in epoca bizantina per ricoverare un trittico su tavola portato dal Vicino
Oriente verosimilmente per salvarlo dal fenomeno dell’iconoclastia, che a quell’epoca infuriava. La tavola
centrale rappresenta la Madonna col bambino, le due laterali i santi Pietro e Paolo; queste ultime
furono trafugate nel 1975. Anche di questa chiesarimangono i ruderi, al lago, vicino alla casetta dei
pescatori. L’immagine della Madonna, detta di Versacarro, si trova ora nel Santuario del Ss. Crocifisso.
• Fontana in piazza Roma Stile rinascimentale, ha una vasca tonda, monolitica in trachite (è una varietà
di peperino) da cui si alza una colonna che funge da piedistallo per una statua di bronzo raffigurante la
dea Diana che corre verso il lago, con arco, frecce e un cane ai suoi piedi. La statua è opera di Luciano
Mastrolorenzi con la tecnica della ’cera persà, la stessa che usavano gli antichi romani; ha gli occhi d’argento
così il sole del tramonto li illumina. Lo scultore ha anche realizzato due teste di cinghiale da cui
esce l’acqua.
Parchi ed escursioni
• Parco Regionale dei Castelli Romani - Passaggiate naturalistiche nel bosco di Diana. Bellissimi panorami
sul Lago dalla parte alta del Paese

Manifestazioni


• Festa di SS. Giacomo e Filippo (Maggio) Festa patronale.
• Sagra delle fragole e Festa del gladiolo – (Prima domenica di Giugno) Messa solenne e ”sfilata delle
fragole”, cioè di ragazze del paese abbigliate con l’antico costume delle raccoglitrici di fragole.
Manifestazioni folcloristiche, spettacoli in piazza e, nel pomeriggio, la distribuzione gratuita di cestini di
fragole.Lo stesso giorno, in un quartiere del paese a turno, viene allestita la Mostra dei Fiori.


PALESTRINA (Alt. m. 465 s.l.m.)


Palestrina sorge su uno sperone tra il fiume Aniene e il Sacco. L’attuale impianto urbanistico si è sviluppato
sul preesistente tempio romano della Fortuna Primigenia.
Il tempio testimonia che nel secolo VII a.C. Praeneste (nome dell’antica città, fondata secondo la leggenda
da Telegono, figlio di Ulisse e della Maga Circe) era già una fiorente città. Il santuario venne chiuso nel IV
sec. d. C. in seguito alle disposizioni di Teodosio contro i templi pagani.
La storia di Palestrina è strettamente legata a due grandi famiglie nobili, i Colonna prima, e i Barberini poi.
Una fase importante delle vicende storiche della città avvenne nel maggio 1849 durante la difesa della
Repubblica Romana, quando Garibaldi vi sconfisse le truppe Borboniche di Ferdinando II delle Due Sicilie.
Palestrina viene ricordata anche per aver dato i natali a Giovanni Pierluigi detto il Palestrina, creatore della
polifonia. Inoltre, è da Preneste che deriva il nome di una delle più antiche strade italiane: la ”Prenestina”,
che univa con un percorso di 23 miglia la città di Roma con l’antica Preneste, odierna Palestrina. La via fu
poi prolungata oltre Preneste fino a raggiungersi con la via Latina.

Luoghi di interesse


• Tempio della Dea Fortuna Primigenia - Il Tempio dell’oracolo della Fortuna Primigenia è una straordinaria
realizzazione dell’architettura ellenistica italica di tipo scenografico, ispirata a modelli dell’Egeo
orientale della fine del II° sec. a.C., anche se l’origine del luogo di culto risale ad epoca più antica. La
novità, rispetto ai modelli ellenistici, consiste nell’uso massiccio dell’opera cementizia, che permetteva
di realizzare strutture enormi.
• Palazzo Colonna-Barberini - L’antico palazzo fu costruito dai Colonna sulle strutture dell’emiciclo
superiore del santuario della Fortuna Primigenia intorno al 1050. L’edificio è stato più volte devastato e
riedificato nelle forme attuali da Taddeo Barberini nel 1640, anno in cui il cardinale Francesco, fratello
di Taddeo, vi collocò il celeberrimo mosaico del Nilo.
• Cattedrale di S.Agapito - Ricostruito su un tempio romano del IV sec. a.C. Nel IX sec. vi furono portate
le reliquie di S. Agapito, martire a 15 anni sotto l’imperatore Aureliano. Nel secolo XII la chiesa fu
ampliata in forme romaniche, ma di questo periodo no rimangono che poche tracce.
• Casa natale di Giovanni Pierluigi da Palestrina - (Sec. XV) Nato a Palestrina intorno al 1525 e morto
nel 1594.
• Fonte Ceciliana - Importante complesso termale.
• Chiesa di Santa Rosalia - Edificata dal principe Maffeo Barberini È incorporata al Palazzo Baronale.
Vero gioiello dell’architettura barocca.
Parchi ed escursioni
• Necropoli - Le Necropoli nelle località di Santa Colombella e San Rocco.
Manifestazioni
• Focaracci di S. Giuseppe (Marzo-Aprile) antica usanza legata a riti pagani, in cui cataste di legna bruciano
al tramonto del giorno della festa del santo sino a notte inoltrata. Sulla catasta viene infisso un
palo avente sulla cima l’immagine del santo.
• Venerdi’ Santo - Solenne rievocazione della Passione di Cristo con suggestiva sfilata di personaggi in
costume.
• S.Antonio da Padova (13 Giugno) La Processione delle Zitelle. Al tramonto la statua del santo passa in
processione nelle vie del paese, seguono la processione i fedeli e le signorine con un cero in mano e, sull’abito
bianco l’immagine ricamata della Madonna del Carmine, alla devozione per il Santo la speranza
di trovare presto un marito.
• Corpus Domini (Giugno) Solenne processione ed ’infiorata’.
• Sagra delle Pesche (Metà Luglio)
• Festa di Sant’Agapito - (17 - 19 Agosto) Festeggiamenti del Santo Patrono. Si svolgono una serie di
manifestazioni: centrale È la contesa tra i rioni cittadini nella giostra della ”scifa” in costumi del ’500.
La sfilata di un corteo storico in costume precede la giostra, il gioco della conca ed altri giochi popolari
che trovano la loro origine dal 1200 in poi.
• Festa di Santa Rosalia - (Ultima domenica di Agosto) Festa della Compatrona della città che si svolge
nel pittoresco quartiere degli ”Scacciati”; spettacoli di arte varia, giochi popolari, lotteria.
• Sagra del Giglietto (Secondo fine settimana di Agosto) Festa in onore del dolce tipico di Palestrina e la
degustazione di tutti i prodotti tipici della città.
• Madonna dell’Aquila (Seconda Domenica di Settembre) In occasione di questa festa rionale, le ragazze
del quartiere indossano l’antico costume prenestino, tramandato di madre in figlia.
• S. Antonio da Padova. La Processione delle Zitelle (13 Giugno). Al tramonto, la statua del Santo passa
in processione per le strade della cittadina. La seguono, tra gli altri fedeli, le signorine con un cero in
mano e, sull’abito bianco, l’immagine a ricamo della Madonna del Carmine: alla devozione per il Santo
uniscono la speranza di trovare presto un marito.
PALOMBARA SABINA(Alt. m. 372 s.l.m.)
Palombara si estende su di una collina a circa 35 Km da Roma ed è nota per la ricca produzione di frutta
e di olio.
Antico centro di epoca romana, nel XI secolo è riportato dalle fonti con il nome di Columbaria ad indicare
il feudo del duca Alberico, re Longobardo.
La crescita urbanistica del centro ha inizio intorno all’anno mille, nel momento in cui le pressioni delle
popolazioni barbariche spingono gli abitanti verso punti più sicuri. Il borgo medievale sorge su un colle
ai piedi del monte Gennaro; è dominato dal Castello dei Savelli-Torlonia, cosi chiamato a causa dei
diversi proprietari che si sono succeduti: i Savelli dal 1278, i Borghese nel 1637 e infine i Torlonia nel
1803.
Una curiosità nella tradizione di Palombara è legata alla devozione religiosa per le attività del commercio
della neve. Fino alla fine del secolo scorso questa attività è stata molto importante, perché fin
quando non c’è stata la possibilità tecnica di fabbricare il ghiaccio, la città di Roma veniva rifornita di
ghiaccio naturale con la neve pressata e custodita in profonde buche in montagna, poi trasportata a
Roma con carri attraverso quella che ancora oggi si chiama via della Neve e che conduce alla via
Salaria. In pratica si conservava nelle montagne della Sabina più vicina a Roma, la neve dell’inverno e
poi in estate la si portava a Roma vendendola per i sorbetti, i gelati e le ghiacciaie della città.

Luoghi di interesse


• Castello Savelli – (Sec. XIII) L’ articolata mole del castello dominata dalla snella torre di guardia,
alta 36 metri, corona il colle intorno al quale il paese si dispone secondo un caratteristico impianto
a spirale. La prima trasformazione da struttura difensiva a residenza baronale si ha nella seconda
metà del XV secolo. Al suo interno, ampi saloni con affreschi del XV e XVI secolo. Oggi il castello,
sede dell’ Accademia Sabina e della Biblioteca Comunale, ospita regolarmente mostre e manifestazioni
• Chiesa di Santa Maria del Gonfalone - In stile Barocco, con una tela rappresentante
l’Annunciazione di Antoniazzo Romano.
• Chiesa di S. Biagio – Chiesa del sec. XII, fu una delle celle-santuario del territorio, inglobata in una
costruzione romanica completamente ristrutturata nel 1845. Nella chiesa, caratterizzata dalla facciata
recentemente rivestita in travertino, si conserva l’ icona del Salvatore, copia trecentesca dell’
antichissima immagine di Cristo conservata in Laterano.Pregevole è anche una tavola raffigurante
la Madonna in trono con il Bambino, attribuita ad Antonio da Viterbo (1459 ca.).
• Chiesa di S.Giovanni in Argentella – (a 2 Km dall’abitato) Fondata in epoca altomedioevale dai
monaci benedettini, venne rifatta in forme romaniche nei secoli X-XII; alla fase preromanica risalgono
la cripta e il pregevole ciborio in stucco, a quella romanica la pergula cosmatesca datata 1170,
la facciata e il campanile. Monumento Nazionale dal 1865.
Parchi ed escursioni
• Monte Gennaro - Escursione sul Monte Gennaro (m. 1271).
Manifestazioni
• Festa di San Biagio – (1^ Domenica Febbraio) Festeggiamenti in onore del Santo Patrono, processione
con l’immagine del Santo e unzione in chiesa della gola con l’olio del Santo e, per continuare,
musica in piazza.
• Sagra delle ”cerase” – (2^ domenica di giugno) È una festa tradizionale che si celebra da circa 70
anni. Sfilata di carri allegorici interamente ricoperti di fiori e ciliegie. Il tema dei carri è libero purchè
facciano riferimento in qualche modo alla ” Cerasa ” ( prodotto locale di ottima qualità ). I
festeggiamenti si concluderanno con la tradizionale disfida tra i sei rioni per chi allestisce il carro
più bello.
• Rassegna Cinematografica delle Cerase (marzo) Presso il locale Cinema Teatro, dieci giorni di
proiezione di films italiani con partecipazione di attori e registi.
• Festa di S. Giovanni Battista (estate) Si celebra la S. Messa nella Abbazia di S. Giovanni in
Argentella. Per la festa dell’ascensione c’è l’usanza di accendere un grande falò davanti alla chiesa
in cui si è celebrata la Santa Messa serale.
Processione del Venerdi Santo (Periodo Pasquale) Con la partecipazione dei fedeli attraverso le
vie cittadine. Partecipazione importante è data dalla ”Confraternità della Buona Morte” i cosiddetti
”Neri” che sfilano incappucciati indossando un camice nero.
Processione del Corpus Domini (14 giugno) Processione con la confraternita dei ”Bianchi” che sfilano
con il camice bianco a viso scoperto.
• Madonna della Neve (5 agosto) Processione per le vie cittadine con l’immagine della Madonna che
risale al 1500 e che ricorda la devozione religiosa legata alle attività inerenti il commercio della
neve.
ROCCA DI CAVE (Alt. m. 933 s.l.m.)
Rocca di Cave è situata sulla cima di un monte dei Colli Prenestini in una magnifica posizione panoramica.
Questa posizione ha condizionato fortemente la forma dell’insediamento.
La costruzione della Rocca fu inizaita nel secolo IX, con funzioni difensive contro le invasioni saracene. Nel
XIII secolo Rocca di Cave diventa feudo degli Annibaldi, ma nel 1362 sono costretti a cedere per motivi di
eredità e dal 1401 al 1408 Cave passa ai Colonna.
Verso la fine del XV sec., Cave diventa teatro di guerra, vi si combatté infatti la guerra di Sisto IV contro i
Colonna, i Savelli e i Capranica. Le sorti della guerra volsero a vantaggio dei Colonna che ebbero riconosciuti,
anche per l’intervento del Pontefice Pio IV, i loro diritti sul feudo. Comincia così un lungo periodo
caratterizzato dal dominio dei Colonna le cui vicende storiche sono improntate ad uno sviluppo pacifico che
nei secoli XVII e XVIII produce un momento di maggiore prosperità.

Luoghi di interesse


• Ruderi di una torre - del IX secolo.
• Chiesetta di S.Egidio - Già eremo dei Benedettini, la sua fondazione si fa risalire all’VII secolo, quando
l’arrivo dei Longobardi spinse le popolazioni della pianura a cercare rifugio sui monti. Fin dall’inizio
venne denominata ”Grotta dei Santi” per indicarne il carattere di luogo per eccellenza religioso
• Chiesa di S. Nicola di Bari Eletto protettore della comunità già nel secolo XII, quando la piccola chiesa
sorgeva accanto al castello. Andata col tempo in rovina e divenuta inadatta a contenere l’aumentata
popolazione, fu sostituita da una nuova chiesa (1769) dedicata al Santo Patrono. Il Santo è rappresentato
in una grande tela ad olio sull’altare maggiore, mentre riceve il palio dalla Vergine. L’ opera, firmata
del pittore Domenica Corvi e datata 1795, venne realizzata espressamente per la chiesa di Rocca di
Cave, raffigurata sullo sfondo del dipinto insieme al borgo.
• Chiesa della Madonna del Monte (sec. XI) Ruderi della piccola chiesa campestre situata a metà della
collina che sovrasta l’ abitato. Tra le poche decorazioni superstiti è significativo, nell’ absidiola centrale,
il riquadro ad affresco (sec. XIV) raffigurante la Madonna con il Bambino.
Parchi ed escursioni
• Sentiero Geo-Paleontologico Naturalistico.

Manifestazioni


• ”Il Magnarone” (Primo Gennaio) Palio delle contrade in costume d’epoca. Il primodell’ anno, a turno,
una famiglia del paese prepara da mangiare per tutti, anche per gli eventuali forestieri.
• Sagra della ricotta roccheggiana (28 Maggio)
• Festa di S.Egidio (dal 1 Agosto alla 1^ domenica di Settembre) Festeggiamenti in onore del Santo
Patrono.
• Sagra del castrato (8 Ottobre)
• Sagra del ”marrone roccheggiano” (31 Ottobre - 1 Novembre)
SAN GREGORIO DA SASSOLA (Alt. m. 450 s.l.m.)
Il borgo di San Gregorio da Sassola sorge su un suggestivo sperone tufaceo che ne accentua l’aspetto spiccatamente
medievale. La struttura del paese si presenta divisa in due parti: il ”Borgo Vecchio” di impianto
medievale e sovrastato dall’imponente castello, e il barocco ”Borgo Pio’ edificato in seguito alla peste del
1656 per volere del cardinale Carlo Pio di Savoia.
Le prime notizie storiche sul territorio si riferiscono all’antica città di Aefula, roccaforte di Tivoli sottomessa
dai Romani e distrutta probabilmente da Annibale nella sua marcia verso Roma.
Aefula, Castel Faustiniano, Ancesano, Castel San Gregorio dall’omonimo Papa ed in fine San Gregorio da
Sassola, sono i nomi che segnano le origini ed indicano le tappe del percorso storico del paese.
La sua storia è strettamente legata al Castello Brancaccio, le cui origini risalgono intorno alla metà del X
secolo e la cui storia è legata a quella delle varie famiglie che si susseguirono. Acquistato nel 1321 dai
Colonna, fu loro conteso dagli Orsini che lo acquistarono definitivamente nel 1514. Venduto nel 1567 al cardinale
Santacroce, passò a Carlo Pio di Savoia nel 1655, ed infine nel 1899 al Principe Salvatore Brancaccio
di cui ne conserva il nome.

Luoghi di interesse


• Borgo Medievale Caratterizzato da strette viuzze e tipiche case medievali.
• Chiesa di San Biagio Oggi conosciuta con il nome di Madonna delle Grazie, poichè sul finire del secolo
scorso, si disse che la madonna raffigurata nel quadro, ora posto nell’altare centrale, muovesse gli occhi.
• Chiesa di San Sebastiano La chiesa venne ampliata dopo la peste del 1656 dal Cardinal Pio di Savoia,
con il contributo del popolo. In questa occasione venne costruita sghemba rispetto alle pareti nello sforzo
di far allineare la nuova facciata alle prime case del Borgo, dove è situata.
• Castello Brancaccio Di origine medievale è stato completamente rifatto nei secoli XVII e XIX. Nelle stanze
degli appartamenti al primo piano interessanti sono i cicli di affreschi del XVI secolo attribuiti a
Federico Zuccari.
• Ponte S.Pietro Datato 144 a.C., su di esso scorreva l’Acqua Marcia.
• Chiesa di San Gregorio Magno Eretta nel 1537 sul luogo di una chiesetta medioevale precedente; vi si
venera un’immagine del Salvatore risalente alla fine del ’300.
• Chiesa della Madonna della Cavata (XVI secolo) La chiesa si presenta a navata unica con le pareti interamente
affrescate con scene della vita di Cristo e con un Giudizio Universale di ispirazione michelangiolesca;
in una nicchia dietro l’altare si trova l’immagine della Madonna la cui parte più antica, il volto
della Vergine, risale al 1300. La chiesa prende il nome da questo dipinto, trovato sottoterra da alcuni
contadini mentre lavoravano i campi.
Parchi ed escursioni
• Valle della Mola Percorrendo la strada Faustiniana si raggiunge la florida Valle della Mola. In questa
zona è possibile ammirare i resti di un’antica strada romana: ”la selciatella”; le rovine della vecchia
Mola, che dava il nome alla valle; ed infine gli imponenti archi del Ponte della Mola.
Manifestazioni
• Festa di San Gregorio Magno (12 Marzo) Festeggiamenti in onore del Santo Patrono con processione e
concerti bandistici.
• Sagra delle ”Sagne co’ j’aju pistatu” (penultima domenica di Marzo) Festa delle fettuccine larghe e
spesse condite con salsa tipica. Degli stands distribuiscono questo tipico piatto otre alle bruschette e al
vino. In occasione della sagra viene aperto il Castello Brancaccio dove si organizzano mostre di pittura.
• Festa della Madonna della Cavata e Sagra delle olive in salamoia (Ultima domenica di Agosto o 1°
Settembre) Si organizza anche la sagra dell’Oliva in salamoia. Processione e spettacoli in piazza, dove
si ofrono prodotti tipici a base d’olive.
• Festa dell’Inchinata (15 Agosto) La processione con la Macchina della Madonna parte dalla chiesa di
San Gregorio, all’interno del paese medievale, mentre i portatori della Macchina del SS. Salvatore, dopo
aver riportato il simulacro alle prime luci dell’alba dal Santuario di Santa Maria Nova, fuori del paese,
fino alla chiesa della Madonna della Cavata, nel borgo seicentesco, si preparano a partire. Le due
Macchine si incontrano poi nella caratteristica Piazza Padella per il rito dell’Inchinata.
• Sagra della ”bruschetta” (Fine Ottobre) Sagra della bruschetta, festa tipica dell’apertura dei frantoi.
• Pasquella (notte della Befana) (5 Gennaio) I partecipanti sfilano per il paese in costumi tipici, intonando
antichi canti religiosi.


TIVOLI (Alt. m. 225 s.l.m. )


Tivoli è collocata sulle pendici occidentali dei monti Tiburtini, posizionata lungo il fiume Aniene. La buona
posizione e il suo clima favorevole hanno consentito a questa cittadina di essere rinomata fin dall’antichità.
Lo sviluppo urbanistico ha di poco modificato l’impianto romano originario, con trasformazioni in epoca
Medioevale, Rinascimentale e Ottocentesca; a seguito delle pesanti distruzioni, più massiccio è stato l’intervento
dopo la seconda guerra mondiale.
L’origine della città, secondo la tradizione, risale al 1215 a.C. in coincidenza con la formazione del villaggio
latino Tibur. Il villaggio entrò presto sotto l’influenza di Roma (380 a.C.) collegata direttamente con la Via
Tiburtina. Dopo la fine dell’impero alla città romana si sovrappose la città medioevale. Tivoli mantenne una
discreta posizione di autonomia politica fino all’alto Medioevo.
Con Federico Barbarossa la città tornò ai precedenti splendori: furono elevate le nuove mura cittadine (1155)
che ampliarono notevolmente l’area urbana.
Il secolo XV segna la sottomissione di Tibur al potere pontificio, di cui oggi ci rimane la realizzazione dello
straordinario complesso di Villa d’Este.
Estesasi successivamente oggi conta diverse frazioni, tra cui Villa Adriana, che circonda la omonima villa
costruita dall’imperatore Adriano ai piedi del monte su cui sorge Tivoli.

Luoghi di interesse


• Villa d Este - Sorta nel 1550 per volere di Ippolito d’Este. Il palazzo è composto in gran parte dall’adattamento
dell’antico monastero di cui conserva il chiostro interno. Pregevoli gli affreschi delle principali
sale interne. Villa d’Este deve la sua fama al sontuoso giardino all’italiana, con le sue fontane inserite in
uno splendido scenario naturale. Oltre 500 fontane zampillanti opera di Pirro Ligorio.
• Area Archeologica di Villa Adriana - Realizzata tra il 118 e il 134 d.C. per volere dell’ Imperatore Adriano, il
quale voleva rievocare, riproducendoli, i luoghi e gli edifici che aveva ammirato nel corso dei suoi viaggi in
Grecia e in Egitto. La villa conserva tuttora la grandezza e lo splendore della romanità. All’interno della villa
si possono ammirare numerosissime opere inestimabili come il Teatro Marittimo, il complesso delle Terme, il
Canopo, la Piazza d’Oro, così chiamata per la magnificenza delle decorazioni e delle opere.
• Villa Gregoriana - Detta anche di Manlio Vopisco, la sua rara bellezza è dovuta agli aspetti naturalistici
che esaltano la presenza delle acque del fiume Aniene. È possibile ammirare la grande cascata (160 m.),
le Grotte di Nettuno e delle Sirene, il Tempio di Vesta, risalenti alla prima metà del I secolo a.C. e il
Tempio della Sibilla in stile ionico del II secolo a.C.
• Anfiteatro di Bleso - Con una piattaforma centrale di circa 2.400 mq., scoperto nel 1948 era destinato
ai giochi dei gladiatori e della caccia con le fiere. Sono visibili la costruzioni della gradinata che si ergevano
per un altezza di circa 12 metri.
• Rocca Pia - Fu fatta edificare nel 1461 da Papa Pio II. Struttura quadrangolare con quattro torrioni di
forma circolare, dopo il 1870 fu trasformata in carcere mandamentale.
• Via Campitelli - Casa Gotica - Una delle più tipiche di Tivoli con abitazioni a schiera tardo medievali.
La più bella è la cosiddetta Casa Gotica.
• Vicolo dei Ferri - Via tipicamente medievale, in cui sono visibili numerose case-torri e la Chiesa di Santo
Stefano (XI-XII sec.) sconsacrata nel 1872.
• San Lorenzo

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