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Un tesoro : La Zisa

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           Palazzo Della Zisa*


L'elegante palazzo musulmano, al-'AzÄ«za, ovvero "la splendida", che accolse i normanni conquistatori dell'Isola, oggi ospita un museo islamico, raro nel suo genere ed mpreziosito dagli inattenti ritrovamenti che i lavori di risistemazione hanno portato alla luce. Sviluppato su due piani, il complesso museale espone ceramiche, iscrizioni, due mortai bronzei risalenti al secoloXI°, frammenti di vasellame. Strane decorazioni d'epoca barocca, ci introducono alla sala delle fontane e raffigurano dei diavoletti disposti "ad arte" in maniera scomposta. Tale "macchia" di stile ben lontano da quello che caratterizza l'intera costruzione, la rende ancora più artistica ed avvincente. Questo maestoso, scintillante edificio, che è tutto un susseguirsi di arcate di foggia orientale, di mosaici sovrastati da tipiche volte ad alveolo, ha da sempre incuriosito turisti e studiosi. Tra il 1400 ed il 1500 il Palazzo fu affidato, da Alfoso d'Aragona prima e da re Carlo V poi, rispettivamente al Beccadelli e a Pietro de Faraone che lo ebbe come segno di riconoscenza per avere sostenuto economicamente la guerra contro Tunisi. Ridotto a deposito merci durante un'epidemia di peste, nel seicento la preziosa opera conobbe un lungo periodo di forte decadenza ed abbandono; a ciò contribuirono i furti di materiali ed il depauperamento degli arredi interni. Nel 1951 la Regione Sicilia lo acquisì tra i suoi. I lavori non solo consolidarono aree decadenti ma ne "svuotarono" altre tre intasate da materiali non utili nè alla struttura architettonica nè al suo sostegno, svelando un sottofondo artistico d'impensata bellezza.

Il Palazzo, voluto da Guglielmo I, nel XII secolo re di Sicilia, fu completato alla fine dei 1100 dal figlio Guglielmo II, rappresentando l'ispirata sinergia arabo-normanna. Ciò non solo dimostra quanto forte e determinante fosse stata la presenza islamica nell'Isola, ma anche il rispetto di quanto essa significò per lungo tempo, da parte di chi, così lontano geograficamente (e dunque per usi e costumi) giunse in Sicilia più tardi, da dominatore.

* letto su " Viaggiando tra Rocche e Castelli d'Italia", edizione Automobile Club d'Italia.



 

 

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