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Castello di Avio





                                                               CASTELLO DI AVIO *

Le fonti medievali e rinascimentali contavano nel Trentino circa 300 castelli di cui solo la metà sono attualmente visibili.

Il Castello di Avio rappresenta forse l’archetipo del castello medievale poiché ne riassume tutti gli elementi architettonici e logistici. Il castello infatti, si trova sulle pendici della collina di Sabbionara, è protetto naturalmente da un monte e nei pressi scorre un corso d'acqua.

Una citazione risalente al 1053 ne dà notizia e probabilmente a questa epoca risale la struttura del mastio.

Nel 1214 per opera di Martino da Pergine, si provvede alla realizzazione della prima cinta fortificata che si articola intorno al mastio, denominata anche castello superiore.

Nel XII e nel XIII secolo il castello di Sabbionara risulta essere uno dei più importanti feudi del Castelbarco.

Ad Azzone di Castelbarco, intorno alla metà del 1200, si deve con molta probabilità la costruzione della seconda e più ampia cinta muraria questa, detta castello inferiore.

Nel 1411 il maniero divenne possedimento della Repubblica di Venezia quando la costruzione era pressoché conclusa nelle sue strutture architettoniche e militari che mostrano un evidente richiamano alla tradizione veronese, ambiente al quale i Castelbarco erano molto vicini.

Oltrepassata la prima porta, dalle forme romaniche, ci si dirige subito verso lo svettante mastio al quale conduce un sentiero racchiuso e protetto dalla curvilinea cerchia muraria superiore. L’antica torre presenta una pianta esagonale con lati tutti diseguali. La vera ricchezza di questo edificio sono i dipinti che adornano la camera dell'amore, situata all'ultimo piano.

Queste pitture, così come quelle della casa delle guardie, costituiscono rari esempi di pittura profana realizzati nel 1300. Gli affreschi purtroppo sopravvissuti solo in parte, narrano la vicenda di una bella castellana che preferì morire poiché il padre aveva decretato l'uccisione del giovane amante. Il mastio si trova al centro di un cortile, un lato del quale è costituito dal palazzo baronale, un edificio di tre piani chiuso, nei lati brevi, da due torri, probabilmente edificato sul finire del XIII sec. ma completato nel 1400.

Questa parte del maniero subì gravi danni ed asportazioni nei primi decenni del 1800.

A partire dal 1978 una attenta opera di restauro ne ha consolidato le strutture murarie, ha ripristinato la copertura a capriate, ha realizzato nuovamente le scale e ripristinato le strutture lignee ed i serramenti.

L'ala est dello stesso cortile è occupato da quel che resta dell'ala delle donne, anch'essa oggetto di restauro e consolidamento.

Più in basso, sulle pendici della collina, si dipanano diversi tratti di cortina muraria, collegati tra loro, che formano il castello inferiore: la casa delle guardie caratterizzata da altri affreschi che rappresentano guerrieri e duelli resi con incredibile vivacità ma anche con assoluta eleganza e senza indugiare minimamente, anche con un sapiente uso di colori chiari e delicati, alla brutalità ed alla violenza.
 

Nel 1977 il castello è stato donato al FAI da Emanuela Castelbarco Pindemonte che pure ha conservato per sé, e per i suoi discendenti, il diritto di godimento della Torre Picadora.

L'importante organizzazione venuta in possesso del bene ha provveduto, a partire dal 1978, ad avviarne il restauro, il recupero e l'apertura al pubblico.

Ricordiamo che il FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) svolge istituzionalmente l'attività di recupero e di tutela di beni culturali ed ambientali che passa attraverso l'acquisizione della proprietà e che ha come scopo fondamentale la conservazione dell'identità e della coerenza storica, aspetti che naturalmente possono essere tutelati esclusivamente attraverso una attenta e puntuale azione di restauro e di cura ma che non perde di vista la possibilità di fruizione del bene, il FAI infatti promuove l'apertura al pubblico dei suoi beni nei quali spesso vengono organizzati anche manifestazioni culturali di genere diverso (musicali, botaniche, teatrali) che intendono dare "...un presente ed un futuro al nostro passato..

* letto su " Viaggiando tra..Rocche e Castelli d’Italia "edizione Automobile Club d’Italia


 

Marzo 2001
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