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Arte nel primo novecento in Italia

L'arte e La Letteratura nel Primo Decennio Del Novecento
Alle volte il passaggio da un anno ad un altro è rappresentato da un semplice foglio di calendario che se ne va. Ma non fu così per il 1900. Quel lontano 1900 rappresentò infatti l'inizio del nostro tempo, con il bene ed il male che in esso sarà contenuto. E' questa dei primi anni del XX' secolo un'epoca che di solito viene dipinta come felice e festante, il periodo della cosiddetta "Belle Epoque". Nel campo del pensiero, alla fiducia illimitata nel progresso scientifico si sostituisce il bisogno di costruire una nuova visione del mondo. Così poco a poco il "Positivisrno" lascia il posto al "Nuovo Idealismo", i cui portavoce più insigni saranno Benedetto Croce e Giovanni Gentile. Sono questi gli anni in cui un acuto giornalista come Luigi Barzini lega la nuova scoperta tecnologica dell'automobile alla cultura, scrivendo la memorabile cronaca del raid Pechino - Parigi del 1907. Intanto, nel 1909 esce il "Manifesto del Futurismo" che tanta influenza avrà nell'arte e nella letteratura, non soltanto in Italia. Poco prima, nel 1906, a Giosuè Carducci era stato assegnato il premio Nobel e nel 1908 con la direzione di Giuseppe Prezzolini era nata la rivista 'Ta Voce". Nello spazio ristretto di pochissimi anni, abbiamo quindi, tre diverse espressioni culturali che possiamo identificare come tre diverse vie: lo 1eri" di Carducci, il "Presente" di Prezzolini, il "Domani" dì Marìnetti. Sono questi anche gli anni in cui Luigi Capuana, maestro del realismo e amico di Verga, dà alle stampe "Il Marchese di Roccaverdina" e sono ancora questi i tempi in cui nasce il movimento dei "Crepuscolari" con Corazzini e Gozzano.E mentre Pascoli, Verga, Fogazzaro, sono all'apice dell'attività, D'Annunzio pubblica "Il Fuoco" ed "Alcyone" e Pirandello si mette in luce con "Fu Mattia Pascal".Nel teatro di prosa Eleonora Duse furoreggia con i suoi successi, ed il "Vate" D'Annunzio scrive appositamente per lei drammi e tragedie. Nel campo delle arti figurative dopo la morte di Giovanni Fattori, avvenuta nel 1908, inizia ad operare quello che sarà considerato il maggiore artista futurista, ovvero, Umberto Boccioni. E' però il cosiddetto "Liberty" che inizia a diffondersi a partire dal 1902. Questo stile, rappresentato da decorazioni floreali vagamente involute, rispecchia bene l'inizio di una nuova epoca che si trova ancora però a cavallo tra antico e moderno. Il "Liberty", prese il nome da Arthur Lesemby Liberty, titolare a Londra di un magazzino che vendeva oggetti importati dall'oriente o di influenza orientaleggiante. Per questo motivo, il suo nome venne dato in Italia a questo stile "Floreale" dai temi orientaleggianti. Lo stesso in Francia prese il nome di "Art Nouveau", in Inghilterra di "Modern Style", in Germania di "Jundstile", in Austria di "Sezession". E' uno stile insofferente alla tradizione accademica che tocca non solo le arti figurative, ma anche l'architettura e l'urbanistica. In Italia, dove esistevano solo in minima parte le condizioni sociali e culturali che avevano favorito altrove questo movimento, il fenomeno, oltre a restare relativamente marginale, venne presto riassorbito, anche se numerose opere, soprattutto architettoniche, si ispirarono ad esso. Nel campo della musica vengono composte le memorabili "Tosca" e "Madama Butterfly" di Giacomo Puccini, ed accanto al grande Arturo Toscanini, è da ricordare l'ascesa di Enrico Caruso; tutto questo mentre si diffonde il disco per grammofono che schiude ed incentiva nuovi orizzonti d'ascolto. Inizia con il primo decennio del Novecento, grazie anche alla "Terza Pagina" dei quotidiani che resterà a lungo il veicolo culturale e di novità dei giornali, il fenomeno dei "Mass Media". In breve, possiamo dire, che all’inizio del secolo tutto il panorama dell'arte e della cultura è in fermento, di ciò ne avremo conferma nei decenni che seguiranno.

 

01/03/2001
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