+39 347.70.90.486
Via Margherita 22, 01010 Vejano (VT)
<<< Torna al capitolo di interesse selezionato prima

Castello del Buonconsiglio

 



            CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO*


Il grandioso Castello del Buonconsiglio di Trento, per le dimensioni e la collocazione sembra dominare l'intera città.
In origine era posto a guardia della strada che giungeva da Venezia.
Per assicurare alla città la sicurezza, a partire dalla metà del 1200 i vescovi trentini edificarono la complessa struttura costituita da torri, palazzi e giardini racchiusa da una possente cerchia di mura.
L'insieme prese il nome di malleus consilii trasformato nel dialettale malconsey che in occasione dello svolgimento del Concilio di Trento, tenutosi all’interno del castello tra il 1545 ed il 1563, venne mutato nel beneaugurante bonconsey o meglio Buonconsiglio.
Il nucleo originario dell'edificio va identificato con il Mastio o Torre Grande costruito sui resti dell'antica torre di Augusto che ancora oggi rappresenta l'elemento dominante.
Il podestà Soderigio di Tito, alleato di Ezzelino da Romano, fece costruire nel 1300 accanto al mastio un altro edificio denominato Castelvecchio con l'intento di disporre contemporaneamente di un importante perno difensivo e di un fondamentale luogo dove arroccarsi e dal quale fuggire in caso di rivolte interne; la costruzione venne ampliata e modificata nel corso del XIV e del XV secolo dai principi vescovi.
Non mancano strutture di particolare bellezza ed eleganza: il raffinato Loggiato Interno rinascimentale, l'elegante Loggia Veneziana costituita da colonnine poste su una balaustra e sorreggenti archi polilobati, i tipici bovindi aggettanti che caratterizzano la facciata. L'estremità meridionale della costruzione era occupata dalla Torre dell'Aquila, di forma quadrata, posta a difesa dell'omonima porta dalla quale si entrava nella città.
Il fiore all'occhiello dell'intero castello è la decorazione a fresco sulle sue pareti. E capolavoro fu realizzato, nei primi anni del '400, da un pittore anonimo, denominato per convenzione Maestro di Trento o Maestro dei Mesi, probabilmente origine boema, che realizzò uno dei pochi esempi di pittura medievale a soggetto profano.
L’artista ci consegna una preziosa testimonianza della vita di corte, scandita scene cavalleresche, ma anche rurali, la cui descrizione è particolarmente incisiva e dettagliata mettendo a confronto il mondo aristocratico e quel popolare. cardinale Bernardo Cles che intorno al 1530 fece erigere il Magno Palazzo, una imponente struttura che trasformò il castello in una dimora signorile, più cisamente nella residenza di una grande corte rinascimentale.
Alla realizzazione di questa imponente porzione del palazzo vennero chiamati diversi artisti fra cui i ferraresi Dosso e Battista Dossi, il Romanino, i fratelli Fogolino.
Elemento di particolare interesse di questa ala è la Sala Grande luogo nel quale si svolgevano le attività di relazione e di rappresentanza, su una delle pareti vi è un grande camino realizzato da V. Grandi, pregevole è anche il fregio dipinto da Dosso Dossi.
E' da visitare anche il Cortile dei Leoni un lato del quale è chiuso dalla rinascimentale Loggia del Romaníno dagli eleganti archi, a pieno centro sostenuti da slanciate colonne concluse da capitelli ionici nonché la preziosa biblioteca che custodisce migliaia di volumi.
Le mura di cinta vengono interrotte dalla rinascimentale Torre del Falco denominata anche Torre della Civetta. Si eleva per due piani collegati tra loro da una scala posta all'interno di una torretta cilindrica.
Tra il medievale Castelvecchio ed il rinascimentale Palazzo Magno alla fine del 1600 venne costruita la Giunta abertiana così denominata dal suo committente: il vescovo Francesco Felice Alberti.
Dopo l'importante ruolo svolto come teatro delle lunghe vicende del Concilio di Trento l'edificio subì diverse vicissitudini e venne utilizzato per diversi scopi e anche come prigione e comando militare. Nel 1916 fu il luogo di martirio di Cesare Battisti.
Divenuto di proprietà della Provincia Autonoma di Trento è stato restaurato, è divenuto sede museale ed è utilizzato anche come palcoscenico d'eccezione per importanti mostre d'arte ed altri eventi a carattere culturale.

* letto su "Viaggiando tra…Rocche e Castelli d’Italia", edito da Automobile Club d’Italia

 

Marzo 2001
Documenti allegati