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Il Museo di Capua

 

Fondato nel 1870, ma aperto al pubblico quattro anni dopo, il Museo Campano di Capua, ha sede nel palazzo dei Principi di S. Cipriano e costituisce, per la rarità e ricchezza dei suoi reperti, una meta museale unica al mondo. La sua creazione fu dovuta all’esigenza, avvertita già allora, di dover tutelare e meglio conservare il patrimonio artistico della Provincia di Terra di Lavoro. Cosicché, un regio decreto del 21 agosto 1869, diede vita ad una commissione di esperti,con lo scopo di salvare, da sicuro deterioramento, i beni archeologici del territorio, giungendo dunque alla creazione di un museo. La copiosa quantità dei beni presenti , ne fa, come si diceva poco prima, una delle sedi più prestigiose, e non solo in Italia.
Il museo si articola sui tre piani dello storico palazzo Antignano ( terra, primo,secondo), anch’esso di pregevole valore artistico, col suo bel portale cinquecentesco di stile catalano-moresco, ricco di volute, fregi, e seppure di comunissimo tufo, impreziosito dagli elaborati capitelli che sormontano le colonnine poste a base delle volute che raffigurano, nelle loro cuspidi, gli stemmi Antignano e d’Alagno.

La visita al museo inizia dal primo cortile, in cui si conservano le numerose steli funerarie, grazie alle quali possiamo risalire ad usi e costumi dell’epoca , poiché vi si rappresentano scene della vita del defunto. Solitamente le steli funerarie, a forma di edicola verticale, erano poste lungo le strade extraurbane, e potevano contenere anche più di un All’interno del museo si contano 39 sale; 32 sono espositive, le rimanenti 7 costituiscono la "Biblioteca" (sala di consultazione, sala generale, sala topografica ecc....), che costituisce un punto di riferimento importantissimo, per la conoscenza della storia di Capua e non solo; basti pensare all’"Emeroteca," la sala che custodisce le raccolte di alcune testate giornalistiche, quali il"Roma" ed "Il Mattino" con la loro documentazione relativa al territorio, alla sua vita civile, culturale, religiosa, politica.
lapide.jpg - 19550 Bytes Dal primo cortile si accede alla prima sala, il "Lapidario Mommsen."
Il patrimonio epigrafico del Museo Campano di Capua, riordinato dallo studioso tedesco, è secondo solo a quello del Museo Nazionale di Napoli, e costituisce meta indispensabile per lo studioso della vita sociale di quell’epoca ; ricordiamo ad esempio, il frammento relativo al mese d’agosto del "Calendario Alifano", così chiamato perché scoperto ad Alife, e la raccolta statuaria delle "Madri,"che occupa ben cinque sale del museo ( dalla V alla IX ).
"Le Madri" provengono da un tempio certamente eretto ad umano ricordo della sacralità della natalità, inteso come dono divino, ed al quale s’ispirano tutte le statue raffiguranti appunto la madre con in grembo il frutto del proprio parto.
madre3.jpg - 23930 Bytes La visita al Museo Campano di Capua, si consiglia anche perché, con "Le Madri", che sono il prodotto di varie epoche storiche e preistoriche , offre un’emozionante raccolta dei momenti creativi dell’arte italica, che ha saputo, attraverso la delicatezza dei lineamenti femminili delle "Madri", ben esprimere il sentimento di religiosità, ed il senso di gratitudine verso la "Mater Matuta", dea dell’aurora e della nascita, alla quale venivano dedicate. madre1.jpg - 13013 Bytes
Mosaici, terrecotte, monete, statue fittili, occupano le sale X XVI XVII XVIII XIX XX XXI XXII XXIII, e sono uniche anch’esse e per ricchezza di esemplari, e per valore documentale. Si devono infatti anche a tali testimonianze, la conoscenza del tipo di vita svolta da queste antiche popolazioni, immortalate nei numerosi e preziosi manufatti risalenti ad epoca neolitica ed eneolitica.

06/01/2017
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