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Tipicità Belicine

Di catastrofica memoria, la Valle del Belìce torna a far parlare di sé, e , grazie a Dio, non per terremoto ma per : “pecora”, “carciofo“,”vastedda”.
Seppur tristemente famosa, questa zona della Sicilia occidentale offre un territorio di interessanti attività legate all’imprenditoria rurale. Ne sono luminosi esempi la” Pecora Valle del Belìce“, la “Vastedda”.
Diamo qui di seguito alcune informazioni, rimandando alle competenti sedi territoriali l’onere di fornire, su queste realtà in sviluppo,dati più esaustivi.

La Pecora Valle del Belìce ha origine proprio in quella parte del territorio su cui scorre il Fiume Belìce ,tra le province di Agrigento, Trapani e
Palermo. Trattasi di una razza autoctona, ottenutasi attraverso tutta una serie di incroci tra le razze Pinzirita-Comisana-Sarda, che hanno permesso d’ottenere, oggi, uno standard d’allevamento. Razza ovina da latte si presenta di media taglia, con testa fine, allungata, bianca, con un contorno occhi andante dal rosso scuro al color caffè. Le femmine non hanno corna , i maschi hanno corna a forma d’anello ed a spirale . Il collo è sottile , solitamente privo di lana , che ritroviamo su tutto il tronco ad eccezione dell’addome. La lana di color bianco riccioluto, ad estremità conica, viene tosata annualmente, in ragione di una produzione media che va da 1,5 kg per le femmine, a 2,2 kg per i maschi . La quantità di latte prodotta dalla Pecora Valle del Belìce, a seconda del numero di parti avuti, varia dai 150 ai 270 litri annui. Dipende anche dall’età il suo peso, che oscilla dai 58 ai 100 kg.
Di struttura corporea piuttosto resistente alle intemperie , sia estive che invernali, predilige terreni argillosi ed umidi, viene di solito allevata nel proprio territorio d’origine, ma si trova anche in altre province siciliane; di recente poi sono state allevate anche in provincia di: FO, RA, PZ .
La quantità dei capi allevati nella zona belicina è di circa 60.000 unità, nel pieno rispetto della normativa vigente, e secondo le più genuine tradizioni. I formaggi prodotti con il loro latte sono il “Pecorino “ la “Vastedda”, il “Primosale”. Dal punto di vista zootecnico la razza in questione ha suscitato molto interesse, ed è presente in molte fiere di settore, occupando un più che giusto spazio nel patrimonio zootecnico siciliano.

 

La Vastedda del Belìce, è il formaggio tipico della Valle del Belìce. Ne costituisce orgoglio e vanto, e la sua nascita si perde nella notte dei tempi. Di produzione prettamente estiva, si fa col latte di pecora, quella del Belìce naturalmente, ed è un formaggio di “pasta filata”, dal sapore acidulo, di colore bianco, ottenuto con un quasi segreto procedimento che si tramanda di padre in figlio. Come tipo di prodotto, è un formaggio fresco, non adatto alla stagionatura, e va consumato, per essere giustamente apprezzato, in tempi brevi. La sua tecnica di produzione tiene conto della temperatura del latte, dell’ambiente , e del tempo di maturazione della pasta filata, che si ottiene dalla coagulazione del latte non sottoposto ad alcun trattamento specifico. Una volta che il casaro ne ha diagnosticato il giusto tempo di maturazione, la pasta viene tagliata a fettine, cotta ad alta temperatura ( 90° ), e rigirata ripetutamente fino a che non assuma una struttura omogenea e compatta. A questa prima fase segue la seconda : del perfezionamento e della vera nascita della “vastedda“. La sua forma caratteristica è quella a focaccina, di circa 500 grammi di peso.
Da un punto di vista nutrizionale risulta di tipo leggero, con pochissimi grassi, facilmente digeribile, ad alto valore proteico.

10/03/2005
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